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Semplice sonorità di città virtuale Sono io |
Sono io (molecola dispersa) Apro
un libro E
mi accorgo Che
sono Pablo Si
Pablo Neruda E
parlo con il postino Troisi E
in quella strada sterrata scoppiano sorrisi. E
sono foglia Di
un albero d’autunno Quindi
foglia gialla Di
un giallo sole Che
bagna il mare E
sono mare E
sono il vecchio e il mare. E
sono energia e
amore fra
mio padre e mia madre. E
sono cuore Quindi
pulsazione Quindi
eccitazione Pedalare,
pedalare, pedalare Sono
Pantani, Sono
scultore E
lavoro con le mani Sono
pittore Sono
Van Gogh Sono
un pazzo scatenato Sono
padre che dice al figlio Ben
tornato…ben tornato… Ed
io molecola dispersa E
poi Diluvio
universale… Sono
un bambino spaventato Una
mamma addolorata Una
formica addormentata. Io
sono Ernesto, Faccia
di bandiera Sono
barbone e cerco un pasto Sono
un viaggiatore Oggi
deserto Domani
mare aperto. Io
sono gondola a Venezia Un
piatto di pasta in una casa di La Spezia. E
sono tegola Che
lavora tutto l’anno Pioggia
d’estate, Caldo
d’inverno. Io
sono una maschera senegalese Un
uovo di Pasqua con milioni di sorprese Sono
rovina nel deserto Contadino
esperto Io
sono libro, Sono
foto di Chatwin Sono
dobro, e suono strano Sono
farina e aereo plano. Sono
canguro, Sono
un uomo sotto un fico chiamato guru. Sono
fuoco di paglia Asino
in una stalla a Betlemme che raglia. Sono
un politico corrotto Un
ladro di bambini che cerca riscatto. Sono
farfalla E
sono fiore, quindi
polline e allergia, uomo
stressato rimasto senza fantasia Ed
io molecola dispersa E
poi Diluvio
universale… Sono
esplosione Io
sono la rivoluzione Mi
chiamo Marcos e sono zapatista Io
sono ebreo, uomo
morto in un lager nazista. Sono
collina Sono
castello Qualche
amico mi chiama Menestrello. Sono
tartaruga Sono
piramide d’Egitto Duna
di deserto accarezzata dal vento, Legna
di un fuoco ormai spento. Io
sono l’oscar di Benigni Un
disgraziato massacrato a calci e pugni. Io
sono albero in quanto quercia Esercito
nato in marcia, Sono
un frullato di vitamine Una
sigaretta non fumata Un’occasione
sprecata Una
borsa mai usata. Io
sono un rabbino Un
cattolico cristiano Un
vecchio che dorme sul divano. Io
sono Lapierre E
sono città, e sono gioia Io
sono mille soli, Il
nord e il sud In
quanto tale poli. Io
sono l’estremo Caronte
col suo remo. Io
sono percussione E
arrivo dove nessuno può arrivare Figlio
di un pasticcere Che
ha tanto bisogno di lavorare… Ed
io molecola dispersa E
poi Diluvio
universale… |
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