Parole
Filippo De Mariano discorsi di viaggio

Amica d'amare

E va tutto bene

Io mi chiedo perché

Un continuo cercare

Il cimitero

Lady Lucia

Ho sete

Faccia

In alto

La mano e il piede

La mia natura

Legna per le emozioni

Le tue linee

Madre Africa

Ne è passato

Nonna eccentrica

Oggi un giorno qualunque

San Lorenzo

San Lorenzo (spagnolo)

Semplice sonorità di città virtuale

Sono io

Un seme

Un viaggio per due

Sono io  (molecola dispersa)

Apro un libro

E mi accorgo

Che sono Pablo

Si Pablo Neruda

E parlo con il postino Troisi

E in quella strada sterrata scoppiano sorrisi.

E sono foglia

Di un albero d’autunno

Quindi foglia gialla

Di un giallo sole

Che bagna il mare

E sono mare

E sono il vecchio e il mare.

E sono energia

e amore

fra mio padre e mia madre.

E sono cuore

Quindi pulsazione

Quindi eccitazione

Pedalare, pedalare, pedalare

Sono Pantani,

Sono scultore

E lavoro con le mani

Sono pittore

Sono Van Gogh

Sono un pazzo scatenato

Sono padre che dice al figlio

Ben tornato…ben tornato…

Ed io molecola dispersa

E poi

Diluvio universale…

Sono un bambino spaventato

Una mamma addolorata

Una formica addormentata.

Io sono Ernesto,

Faccia di bandiera

Sono barbone e cerco un pasto

Sono un viaggiatore

Oggi deserto

Domani mare aperto.

Io sono gondola a Venezia

Un piatto di pasta in una casa di La Spezia.

E sono tegola

Che lavora tutto l’anno

Pioggia d’estate,

Caldo d’inverno.

Io sono una maschera senegalese

Un uovo di Pasqua con milioni di sorprese

Sono rovina nel deserto

Contadino esperto

Io sono libro,

Sono foto di Chatwin

Sono dobro, e suono strano

Sono farina e aereo plano.

Sono canguro,

Sono un uomo sotto un fico chiamato guru.

Sono fuoco di paglia

Asino in una stalla a Betlemme che raglia.

Sono un politico corrotto

Un ladro di bambini che cerca riscatto.

Sono farfalla

E sono fiore,

quindi polline e allergia,

uomo stressato rimasto senza fantasia

Ed io molecola dispersa

E poi

Diluvio universale…

Sono esplosione

Io sono la rivoluzione

Mi chiamo Marcos e sono zapatista

Io sono ebreo,

uomo morto in un lager nazista.

Sono collina

Sono castello

Qualche amico mi chiama Menestrello.

Sono tartaruga

Sono piramide d’Egitto

Duna di deserto accarezzata dal vento,

Legna di un fuoco ormai spento.

Io sono l’oscar di Benigni

Un disgraziato massacrato a calci e pugni.

Io sono albero in quanto quercia

Esercito nato in marcia,

Sono un frullato di vitamine

Una sigaretta non fumata

Un’occasione sprecata

Una borsa mai usata.

Io sono un rabbino

Un cattolico cristiano

Un vecchio che dorme sul divano.

Io sono Lapierre

E sono città, e sono gioia

Io sono mille soli,

Il nord e il sud

In quanto tale poli.

Io sono l’estremo

Caronte col suo remo.

Io sono percussione

E arrivo dove nessuno può arrivare

Figlio di un pasticcere

Che ha tanto bisogno di lavorare…

Ed io molecola dispersa

E poi

Diluvio universale…

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