La mano e il
piede
Sai
Le
mie mani
Toccano
il cielo
Sai
I
miei piedi
Sono
per terra
E
la mia anima
È
l’atmosfera
Che
sensazione vera
È
primavera
È
primavera
È
primavera
È
primavera…
La
mano per toccare
Il
piede per camminare
Come
un pellegrino
Sogno
un posto dove andare.
Voglio
accarezzare la sabbia del Sahara
Sentire
l’odore delle gocce del Niagara
Voglio
il vento in faccia e nei capelli
Guardare
la forma dei mille ruscelli
Che
mi circondano come un abbraccio
E
la natura risponde a quello che faccio
Sboccia
il fiore,
Cresce
l’albero
Si
alza il sole
Chissà
domani in che posto sarò…
La
mano per toccare
il
piede per camminare
Come
un pellegrino
Sogno
un posto dove andare.
Voglio
sudare
Come
non ho mai sudato prima
Lavarmi
i piedi
In
un pozzo abbandonato
Voglio
percepire con il tatto
Tutte
le forme di questo letto
Mondo
liberty
Mondo
astratto
Mondo
cubista
Pennellare,
toccare
Foglia
e corteccia della foresta…
La
mano per toccare
Il
piede per camminare
Come
un pellegrino
Sogno
un posto dove andare.
On
the road, sulla strada camminare
Senza
direzione
Solo
un pizzico d’immaginazione
L’asfalto
mi rosicchia le scarpe
Un
occhiata a delle carte
Senza
latitudine ne longitudine
In
solitudine, cammino
Verso
il mio destino…
La
mano per toccare
Città,
muri, esperienza
Siccità,
acqua a volontà
Per
la mia anima.
Il
piede per camminare
Per
conoscere la fame e la sete
Il
caldo e il freddo
La
tempesta e la quiete
Diversi
accordi, diverse note.
Come
un pellegrino
Cerco
la mia mecca,
La
mia chiesa
Venero
la mia mucca
Cerco
Buddha
Il
mio Zen,
E
sogno un posto dove andare
Per
finalmente riposare
E
un secondo dopo
Ripartire…