Parole
Filippo De Mariano discorsi di  viaggio

Amica d'amare

E va tutto bene

Io mi chiedo perché

Un continuo cercare

Il cimitero

Lady Lucia

Ho sete

Faccia

In alto

La mano e il piede

La mia natura

Legna per le emozioni

Le tue linee

Madre Africa

Ne è passato

Nonna eccentrica

Oggi un giorno qualunque

San Lorenzo

San Lorenzo (spagnolo)

Semplice sonorità di città virtuale

Sono io

Un seme

Un viaggio per due

Io mi chiedo perché ?

Io mi chiedo perché

Il mondo gira così

Senza guardare niente e nessuno,

Lui gira così

Attorno al sole,

Quell’astro che la mattina ci sveglia

E ci fa ricordare cosa siamo,

Dove stiamo e che facciamo.

Io mi chiedo perché

L’animale più intelligente

Sta distruggendo se e la sua gente,

Forse per la voglia di potere,

Che non serve a niente

Forse per la voglia di progresso,

Quella fottuta voglia di progresso

Che un giorno ci farà svegliare dentro a un cesso,

A combattere come stronzi,

Una battaglia persa all’inizio.

Io mi chiedo perché

La voce dell’io

Non abbia il sopravvento

E combatta con un canto

Di pace

L’essere spietato

Snaturato, chiamato uomo.

Uomo di razza, cultura, religione diversa

Combatte un simile di razza, cultura, religione diversa

Con ideali e mentalità perversa.

Io mi chiedo perché

Bisogna sempre soffrire

E vedere alla tv

Lo strazio che mi fa rabbrividire

Di uomo, donna, bambino portati al macello

E il genere umano

Deve portare il fardello

Di carne maciullata

Per mezzo di un coltello

Chiamato odio, disprezzo

L’ uomo di tutto ciò ne è avvezzo.

Io mi chiedo perché…

Bambini bagnati

Da una pioggia di sangue

Come formiche

Che per sorti avverse

Sono bagnate da pipì di un cane bastonato,

Frastornato senza casa, ne padrone.

Padrone!

Mi viene da ridere

Nel sentire dire padrone,

ma padrone di chi?

Di che cosa?

Chi può comandare

O giudicare

O uccidere

Una qualsiasi creatura

Che sia albero, persona, insetto o pesce.

Chi può considerarsi padrone,

Nessuno

Perché nessuno gli ha dato questo diritto

Il diritto di far piangere,

Lacrime che scendono

Giù come bestemmia

In un passato che diventa futuro,

Alba che diventa tramonto.

La voce padrone non esiste

Non deve esistere

Non ha diritto di esistere

Perché non ha nessun significato.

Cordoni ombelicali

Che disegnano arcobaleni

Bagnati dal grumo della sofferenza

Sin dal primordiale

Chiedono una svolta

Deve nascere un girasole questa volta.  

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