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Il cimitero Semplice sonorità di città virtuale
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Il cimitero A
passo d’uomo andavo A
piedi nudi mi avviavo Verso
la collina Con
un mazzo di stelle in mano Sulla
collina salivo Immerso,
disperso nel verde Nel
prato, nel manto della speranza Che
avanza in ogni direzione In
ogni dove dilaga La
rivoluzione della pace. E
salivo, salivo E
ancora salivo A
passo d’uomo andavo E
a piedi nudi mi avviavo Per
la collina In
quella mattina di maggio. Sulla
collina una quercia Vecchia
quanto un saggio Vecchia
quanto il mondo Nata
chi sa quando. Non
si vedono bandiere Non
si vedono croci Non
si sentono sirene Ne
estreme unzioni Questa
è la collina delle rivoluzioni, qui
la pace giace nei
nomi scritti sul marmo, con
animo calmo guardo l’ampia
distesa scolpita seminata
di ideali diversi che
all’ombra crescono senza
fatica a nuova vita. Il
mazzo di stelle che avevo in mano È
finito sui nomi Di
chi conoscevo Avevo
letto Sentito
parlare Sentito
gridare: Ernesto
detto il “Che” il rivoluzionario Mosè
il patriarca Abramo,
Noè e la sua arca Pasolini
poeta, scrittore, regista, oratore Gandhi
e il suo lottare Con
la non violenza Sotterrato
in questo verde speranza. Rabin, Martin Luter King Falcone
e Borsellino Mao-tzu-tung I
morti di Tien an men Kennedy,
Malcom, Schindler Moro
e chi ha gridato in coro “Viva l’Italia” Ed
è morto in guerra Ed
ora è qui Sotto
questa terra… |
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