Ho
voluto cercare nelle semplicità dei miei lavori il caos e la
comunicazione che forse nel recondito di ogni pennellata ci sono sempre
stati. Il caos che in origine predominava come una legge senza regole ora
si trova chiusa negli occhi, nell’anima della mia Africa. Meticci che si
muovono nel proprio spazio costretti a sentire quel sibilo suono di un
origine non troppo lontana ne tanto vicina.
Facce
lavorate, facce vissute, facce che aspettano, facce che guardano la folla
che gli passa intorno che commenta il più e il meno, le estremità di un
caos non più primitivo ma moderno, non più solo materia e chimica ma
anche fatto di parole che come fogli di carta si alzano in torri di
Babele.
Tre
donne meticcie prese a caso dalla sacca delle opportunità simboleggiano
il lavoro instancabile,le donne simbolo di forza, simbolo di radice dove
costruire, simbolo di comunicazione.