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Biennale
Atene
2003
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Quando mi sono trovato davanti
questa sagoma rozza, l’ ho dovuto chiamare il Dio della mia anima, non
si poteva intitolare altrimenti. Chi si troverà davanti quest’opera forse
mi capirà, è come una magia, un incantesimo, leggere il titolo “il Dio
della mia anima” e diventerà il proprio dio, non c’è scampo.
La mia anima un insieme di emozioni,
di sensazioni, di chimica, materia, di sole e di acqua, di un deserto con
mille sfaccettature e di un humus primordiale.Il caos, il mio caos, il Dio
della mia anima per comunicare espressione, il Dio della mia anima fatto
di seme di terra e di rosso, scarno senza confini, rosso, essenziale.
Il Dio della mia anima…
Filippo De Mariano "il
Dio della mia anima" 2000
Corda, pastelli a cera, pennarelli,
acrilico su legno
35 x 102 cm |
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Perché
ormai la donna ha raggiunto la sua consapevolezza di essere forte in tutto
e per tutto.
Con
la sua primitiva bellezza, scoperta si lascia trasportare dalla vita.
Ammaliatrice e arma intelligente muove il suo pensiero su una tavola da
scacchi…
Scoperta
e
libera crea
il
suo cosmo seduta sotto un albero d’ulivo, alzata davanti uno
specchio, dormiente
in
un
deserto
australiano, crea, figlia
della
vita
e
madre
della vita.
Perché
donna è il mediterraneo…
Perché
donna è l’Africa punto di partenza…
Filippo
De Mariano
“Scoperta”
2002
Acrilico,
tempera, grafite, pastelli a cera su legno
34
x 81 cm
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Nel
1997 un autobus pieno di note e musica, di strumenti mai sentiti, di
tamburi come tuoni, mi si fermò davanti e mi diede il benvenuto.
Ho
conosciuto tanta gente colorata, tanti sguardi benedetti che mi hanno
insegnato cos’è importante nella vita, l’umiltà, l’amicizia,
l’amore.
Tra
le righe ho visitato milioni di posti, paesi e città e in ogni luogo
raccoglievo e abbeveravo la mia grande sete. I giorni nel calendario della
vita scivolano e l’autobus pieno di valigie e pacchi con corde strette
mi accompagnano lungo questo viaggio che credo non finirà mai…
Filippo
De Mariano
“Autobus (stravaganza)”
2002
Acrilico,
pastelli a cera, inchiostro, grafite, cartoncino, lucido,
foglia,
terra dell’Etna, colla vinilica su legno
95
x 35,5 x 22 cm
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Scoperto in
tutte le sue sfaccettature di uomo.
Messo
a nudo si confronta con il mondo, con il suo essere persona, con il suo
pensiero, con il suo essere virile e mezzo per procreare. Uomo umanista,
centro del mondo e fulcro del bene e del male, fulcro del cosmo in cui
vive.
Scoperto,
con le sue braccia alzate si arrende alla forza che la natura ha su di
lui, si lascia riscaldare dal sole senza pregiudizi, senza imporsi segue
l’andamento del viaggio lungo le strade e le vie più strette di una
mappa mai disegnata.
Filippo
De Mariano “Scoperto”
2002
Acrilico,
tempera, grafite, pastelli a cera su legno
50
x 81 cm
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Sole
che illumini la notte, sole di giorno che dai forza, è vita, è colore
alla sabbia, la terra la fai sudare, sole africano che rifletti mille
facce, mille discorsi antichi, sole nero e potente sei lacrima e
opportunità, sei fiume e la sua acqua, sei albero e le sue foglie, sei un
gesto che taglia l’aria con movimenti delicati.
Sole
africano nessuno ti guarda perché non ti fai guardare…
Filippo
De Mariano
“ Sole africano”
2001.
Pastelli
a cera, matita su legno.
47
x 50 cm.
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